Hai paura di impazzire nel panico?

Attacchi di panico e paura di impazzire

Matta come un cavallo? Curare i sintomi del panico: la paura di impazzire.

Uno dei sintomi peggiori che ho sperimentato nei miei attacchi di panico era senz’ombra di dubbio la paura – o meglio – il terrore e la certezza di impazzire. Sì, non era una semplice paura, come la paura del buio e non era nemmeno una ‘semplice’ (si fa per dire) fobia. Se non altro, anche nella peggiore delle fobie, esiste la strategia dell’evitamento, che per quanto in fin dei conti mantenga e rinforzi la paura irrazionale, rappresenta pur sempre una scelta.

Nella paura di impazzire, quando l’attacco di panico è sferrato da un esercito oscuro, ignoto, immenso, ubiquo, non ti resta alcuna scelta. Non puoi evitare l’oggetto della tua paura, non c’è modo per sedarla. Se è vero che non si impazzisce del tutto in quei frangenti, è altrettanto chiaro come sia il terrore di diventare folli l’esperienza stessa di pazzia.

Quello che provavo – e parlo all’imperfetto, ma si tratta di un trapassato remoto ( ti spiegherò come ho vinto il panico) – era più di tutto una certezza: ero sicuro che non sarei mai più stato quello di prima, certo che la mia vita da quel momento sarebbe cambiata, che la mia mente avrebbe preso una deriva folle, che la realtà non mi sarebbe mai più giunta integra e lucida come prima.

Io non ero più io, la realtà non era più quella di prima, rassicurante e compatta. Era sgretolata, frammentaria, disomogenea e da ogni sua crepa fioccavano flutti di spuma irrazionale. Non mi era concesso alcun equilibrio, se non nella costanza fisica del panico come vomito, nausea, mancamento ed esplosivo per il mio cuore, che continuava a battere e di lì a poco mi avrebbe fracassato e divelto il costato, lasciandomi vuoto e senza respiro.

Ecco, era proprio quel vuoto a spaventarmi, mi sembrava di afferrare questa consapevolezza, ma in realtà sfuggiva dalle mie mani, poiché il solo pensiero del nulla innescava un meccanismo automatico di censura, di oblio nella mia mente, riportandomi in prigione “senza passare dal via”.

Questo è un po’ quello che percepivo: in poche parole provavo il terrore dell’abbandono, come un “cucciolo di realtà” ripudiato. Sentivo incombere su di me una sentenza, un destino macabro e terribile. Non avevo il minimo controllo dei miei pensieri, della mia mente e si stava sfilacciando anche la corda che teneva stretto il mio buon senso: avrei fatto del male a me stesso? Cominciavo a dubitare anche di quelle che fino a quel momento erano le sicurezze più ferme.

L’ansia e il panico ribaltano tutto l’ordine che hai messo nella tua vita fin quel momento. Vuoi sapere come ho fatto a uscire da questo caos totale?

Si può davvero impazzire di panico?

In questo breve racconto vivo della mia esperienza ti ho fornito tutto: la completa lista dei sintomi peggiori del panico e la chiave per la sua interpretazione, nonché uno spunto valido per farvi fronte, combatterlo e sconfiggerlo. Come? Dove?

Andiamo per ordine e partiamo dalla risposta alla domanda che mi stai urlando dall’altra parte dello schermo. Si può davvero impazzire di panico? No, purtroppo no.

Purtroppo no?! Ti sto prendendo in giro?

No, purtroppo no.

Non si può impazzire e non impazzirai di panico, ne sono più che certo. Perché allora ‘purtroppo’? Perché impazzire potrebbe non essere il male peggiore e perché impazzire non è la tua reale paura. La cosa peggiore che ti può capitare, il sintomo peggiore del panico è la continua riproposizione della stessa paura, è il circolo vizioso dell’ansia, una matrioska di paure: l’angoscia di provare angoscia.

Ansia e panico non sono malattie, non sono disturbi reali e come sostengo da sempre, dall’ansia non si può guarire. Di questo mi ero accorto proprio durante un attacco di panico, uno degli ultimi che ho provato a 19 anni, fortissimo. Così terribile da portarmi a pensare al peggio. Ma erano tutte cazzate.

Non perché stessi recitando o esagerando, erano cazzate perché il meccanismo dell’ansia voleva fregarmi e farmi credere cose che non erano vere. Non avevo paura di impazzire, ma dovevo a tutti i costi crederlo. Perché? Per mantenere il panico, per farlo rimanere al potere. Proprio come un dittatore, doveva rendermi “deficiente” per potermi assoggettare. E ci riusciva pure molto bene.

Di cosa avevo paura allora? Qual era la vera paura che mi attanagliava? Qual è la vera paura che ti tormenta quando ti sembra di impazzire nel panico? E come la si può affrontare?

Se vuoi un aiuto concreto per sconfiggere definitivamente il panico e l’ansia, Ansiopanicyn fa al caso tuo. 30 moduli per un percorso completo, che affronta ansia e panico su tutti i fronti, senza tralasciare alcun aspetto. Provalo, scaricalo subito!

Da cosa dipende la paura di impazzire?

La verità, come ti ho già detto, sta tutta nel racconto della mia esperienza. Nel descriverla, istintivamente, ho utilizzato tutte le parole chiave necessarie alla sua comprensione e sono sicuro che è quello che tu stessa fai quando descrivi quello che ti capita nel panico. Proprio così: abbiamo la realtà nelle nostre mani, sotto ai nostri occhi, ma non vogliamo vederla; il panico non ce lo lascia fare.

La vera paura che ci tormenta è la paura del vuoto, del nulla, è quell’ horror vacui che caratterizza la nostra angoscia esistenziale da sempre, descritta già da Aristotele. Per far fronte a questa paura non facciamo altro che riempire le nostre vite, il nostro tempo, i nostri pensieri di cose inutili, insensate, che ci allontanano dal senso della nostra esistenza, dalla natura nostra e di tutte le cose.

Parole da santone?

No, anche la psicologia e la psichiatria arrivano a concettualizzare questo problema, utilizzando altre parole e altre immagini, ma ripetono un errore sistematico intrinseco del nostro modo di pensare; ripropongono e sono costruite sullo stesso meccanismo d’ansia che ci porta ‘ai confini della realtà’, sulla soglia della follia.

Quale sarebbe questo errore?

La maggior parte delle discipline si prepone il compito di spiegare tutto, tutte nascono con l’intento di essere valide in ogni circostanza, di essere buone per chiunque. Vengono coltivate con l’ambizione di cogliere i meccanismi universali del funzionamento della realtà e proprio per questo sbagliano. Proprio questo è il loro sintomo d’ansia: in questo peccare di superbia si annida il loro meccanismo ansioso che le rende utili fino a un certo punto e poi eccessive, strabordanti, dannose. Tentano di riempire ogni vuoto, anche laddove non hanno più inchiostro per scrivere o colore per dipingere; anche laddove non hanno i mezzi per curare, si sentono autorizzate a rattoppare.

Torniamo un passo indietro, torniamo al fulcro del discorso: la mia paura, la tua paura è quella del vuoto, di ciò che è inspiegabile, ingovernabile e incontrollabile. Riempiamo le nostre vite per avere meno spazi vuoti e ciò ci porta ad avere meno spazi liberi. Se la tua vita fosse una stanza, riempirla di mobili, oggetti, ti lascerebbe ben poco spazio per ballare, per correre, per giocare, per essere felice. Se le tue abitudini fossero oggetti, dovresti riporli in ogni angolo della stanza, lasciandoti poco spazio per il riposo, per le tue passioni e non ne rimarrebbe abbastanza per altre persone.

Ma la variabile in questione non è lo spazio, bensì il tempo. È il tempo che continuiamo a riempire di routine, vizi e tradizioni che non ci appartengono. Se il tempo fosse il mare, la nostra smania di riempirlo sarebbe un salvagente grande come tutta la sua superficie: ci lascerebbe giusto lo spazio per infilarci nel suo buco, per bagnarci e galleggiare, senza lasciarci lo spazio e il diritto di nuotare. Temiamo il tempo perché non sappiamo gestire la sua fine, non sappiamo affrontare la morte e non sapendo come tenere in mano questo tizzone ardente, lo disseminiamo in ogni nostra attività, rimanendo ben presto imprigionate e bloccate da un incendio dove arde la nostra libertà.

 

Come affrontare la paura di impazzire nel panico?

 

Cosa possiamo fare? La risposta migliore sarebbe quella di mollare tutto e cominciare finalmente a vivere, ad amare, a godersi la vita. Ma questa potrebbe essere una scelta lontana dalla tua ricetta di felicità, dalla dose di libertà che vuoi mescolare nella tua vita al bisogno di sicurezze. Si può fare molto anche senza una vita in stile “Into the Wild”.

Per bloccare il terrore di impazzire e prevenirlo, per capirlo, combatterlo e immunizzarti da esso, devi focalizzarti su due punti indispensabili, due cardini della felicità che ti aspetta dopo un percorso di crescita come quello che ti propongo in Ansiopanicyn:

  • L’allineamento con la realtà;
  • Il contro-controllo.

Se vuoi approfondire questi temi e conoscere le tecniche migliori per combattere un attacco di panico, la paura di impazzire e tutti i sintomi peggiori dell’ansia, chiedimi una consulenza online!

Prima di farlo però prova con questo semplice esercizio, che puoi fare anche quando ti “sale” la follia e il senso di irrealtà:

 

  • Rallenta il respiro e decidi, imponiti di inspirare ed espirare a intervalli regolari di 3, 4 o 5 secondi;
  • Inspira solo con il naso e gonfiando solo la pancia, non il torace, per 3 secondi;
  • Trattieni il respiro per 3 secondi;
  • Espira per 3, 4, 5 secondi o più;
  • Trattieni il respiro per 3 secondi;
  • Ripeti lo schema per 4 o 5 volte mantenendo il numero di secondi uguale per ogni respiro;
  • Tieni gli occhi chiusi e descrivi con il tatto gli oggetti che ti stanno intorno, ad esempio il legno della sedia, i tasti del computer… continua descrivendo le altre caratteristiche reali e tangibili degli oggetti che tocchi, come il colore della sedia, la posizione del computer… poi passa a descrivere te stessa: “ sono seduta sulla sedia di legno marrone, con la schiena ben dritta, respiro regolarmente: inspiro per 3 secondi, rimango in apnea per 3 secondi, espiro per 3 secondi…
  • A questo punto devi comunicare direttamente con il panico, con il dittatore che cerca di controllarti: “non posso controllare tutto, non ha senso controllare tutto, non ho il controllo di tutto come non ce l’ha nessuno e non ha senso angosciarmi perché HO IL CONTROLLO su alcuni aspetti della mia esistenza, ho il controllo sul mio respiro e lo controllo a mio piacimento.”

 

Prova a ripeterti questa formula anche solo mentalmente, puoi farlo ovunque, non verrai notata da nessuno, oppure trova un posto isolato dove esercitarti e scacciare il panico.

Ti sembra una sciocchezza? Ti imbarazza solo il pensiero di fare un giochetto del genere?

Ti dico soltanto che posso capirti, ma se fai bene attenzione al tuo dialogo interiore nell’ansia, se lo provi a trascrivere, noterai come le cose che ti ripeti spesso sono molto più sciocche; quante volte ti sei detta “non ce la farò mai, non sono abbastanza, devo assolutamente piacergli, sono brutta, sono grassa, farò una brutta figura”?

Credimi, non hai niente da perdere a provarci: è gratis, veloce, semplice, non serve la ricetta medica e non ha controindicazioni!

Spero ti sia utile questo articolo: io son partito proprio da esercizi come questo molti anni fa per uscire dal panico, per non impazzire. Forse sono impazzito davvero, ma se anche fosse vero, sappi che si vive benissimo in questa folle felicità!

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Andrea Butkovič

Sono Andrea, il webmaster di Espira, autore di Ansiopanicyn e ideatore del metodo olistico Resoluzione. La mia missione è di aiutarti ad affrontare ansia e panico nel migliore dei modi, senza spendere un capitale e senza aspettare una vita. Laureato in psicologia e con oltre 10 anni di esperienza, sono il tuo consulente olistico di fiducia.

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