Grounding o Earthing: il miglior modo per essere sempre connessa

Camminare a piedi nudi fa bene

Vuoi una connessione gratuita?

Viviamo nell’epoca della connessione, così almeno sentiamo dire. Praticamente ogni dispositivo che abbiamo si connette ad internet, persino il frigorifero, e siamo costantemente raggiungibili, contattabili, controllabili. Il rovescio della medaglia non riguarda soltanto la privacy, ma soprattutto l’uso improprio della parola connessione. Essere connesse ‘a qualcosa’ è ben diverso dall’essere connesse e basta, connesse tra persone, connesse con la realtà. Vuoi una connessione gratuita? Ce l’hai a portata di mano, o meglio di piede: la connessione naturale con la Terra.

La chiamano Earthing o Grounding, ma cos’è? Ed è soltanto una nuova moda degli hippies complottisti o una cosa seria?

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Cos’è questo Grounding o Earthing? Una pratica che “calza” a pennello!

Partiamo dalla disambiguazione, come in Wikipedia: con Earthing o Grounding ci si può riferire ad una pratica utilizzata nella bioenergetica di Alexander Lowen, oppure alla connessione energetica di natura elettrica, della quale esistono ricerche sin dagli anni ’40.

Il famoso psichiatra Lowen, padre della bioenergetica, una terapia considerata ‘alternativa’, che intende curare i disturbi psicofisici partendo da un’interpretazione energetica della personalità e da una inscindibilità tra mente e corpo, parlava di grounding come una radicazione psicofisica con la Terra, nostra madre biologica. Nella posizione del Bend Over, con mani e piedi ben saldi al suolo, si otterrebbero i massimi benefici.

Questa posizione e tutta la sua teoria di partenza, non sono nient’altro che, rispettivamente, la posizione yogica Adho Mukha Svanasana e lo Yoga stesso. In poche parole, Lowen, come molti altri, ha attinto a piene mani dalla tradizione orientale, portando in Occidente una pratica e una disciplina che di nuovo ha soltanto il nome, cercando di smussarla e adeguarla ad un mondo ben più abituato alla psichiatria.

Il Grounding di cui ti voglio parlare, invece, concerne più precisamente la connessione energetica con la Terra dal punto di vista elettrico o elettromagnetico.

Se la connessione con la realtà e con la natura è quella più importante per la nostra salute, per la nostra esistenza e per determinare il nostro livello evolutivo, possiamo ben dire di essere lontane, sempre più ammalate e involute.

Le nostre vite sono immerse quotidianamente e senza sosta in campi elettromagnetici, che interferiscono con l’equilibrio elettrico del nostro corpo dal momento in cui siamo sempre isolate dal contatto diretto con il terreno. Siamo quindi dei conduttori senza messa a terra, isolati dalle scarpe e dalle nostre abitazioni. Questo implica che ci carichiamo con una differenza di potenziale, cioè siamo in un continuo stato di tensione, abbiamo un voltaggio positivo. Soltanto grazie alla messa a terra, possiamo ristabilire un equilibrio, portando la tensione a zero volt, evitando che l’accumulo di energia elettrostatica turbi il nostro organismo.

Abbiamo infatti un equilibrio elettrico interno, che si regola perfettamente con quello della Terra, della quale in tal senso diventiamo un’effettiva estensione, un tutt’uno con la sua energia. Questo a patto di rimanere connesse al terreno. Cosa succede se rimaniamo isolate elettrostaticamente, separate dalla natura da scarpe, mezzi, abitazioni e artifici umani?

Non c’è una certezza medica validata dal rigore scientifico, ma capita spesso quando al centro dell’analisi ci sono oggetti estremamente complessi come il corpo umano, tanto più se si considera la persona, nella sua realtà olistica. Sembra che le ricerche sull’Earthing risalgano agli anni ’40, per opera di un omeopata chiropratico, George Starr White, ma ci sono molte ricerche attuali che dimostrano gli effetti positivi della messa a terra e del riequilibrio elettrostatico in persone affette da vari disturbi.

Alla base di tutte le patologie, infatti, c’è un’infiammazione cronica che sembra essere dovuta alla carenza di elettroni nei tessuti: i tanto temuti radicali liberi, che vengono prodotti dall’organismo infiammato per contrastare i batteri, se in sovranumero, attaccano anche i tessuti sani. Semplificando, l’accumulo di energia elettrostatica provoca l’infiammazione cronica, la quale sforna troppi radicali liberi; essi portano l’organismo ad uno stato definito stress ossidativo, il quale conduce alla patologia.

Grounding o Earthing: mito o falso mito?

Secondo alcune ricerche, la connessione alla Terra, in termini strettamente elettrici, ha un beneficio principale: proteggendo il corpo dai campi elettromagnetici e dalle frequenze che turbano l’organismo, è in grado di migliorare gli stati di infiammazione e di tutelarci da una loro cronicizzazione. Da questa proprietà, a cascata, ne discendono molte altre:

  • riduzione del cortisolo ‘ormone dello stress’;
  • rilassamento della tensione muscolare;
  • aumento della bilirubina (antiossidante);
  • fluidificazione del sangue;
  • migliora i disturbi del sonno;
  • facilita il recupero fisico;
  • aumenta la sensazione d’energia;
  • e così via…

In pratica camminare scalza nella natura, fare yoga all’aperto, nuotare, sono più efficaci di quelle creme anti-aging che ti promettono di non farti invecchiare, per la modica cifra di 100, 200 o 300 euro.

Ci sono anche prove a discapito di questa teoria e molti detrattori, spesso fedeli devoti e ciechi del positivismo, ma la mia opinione è che un’esperienza benefica, gratuita, armoniosa e priva di controindicazioni come la connessione con la Terra valga molto di più di qualsiasi validazione scientifica. Se è vero, infatti, che la scienza è lo strumento conoscitivo più sottile e affidabile, è altrettanto vero che la scienza e la ricerca sono mosse da interessi che non verrebbero soddisfatti nel promuovere una pratica gratuita che scioglie il rapporto di totale dipendenza dal farmaco.

Il grounding quindi non è un falso mito, ma non possiamo nemmeno sostenere che sia un mito. È una pratica molto probabilmente utile, non solo per i benefici a cui tende, ma anche perché stimola un riavvicinamento alla natura e un’emancipazione della persona, rendendola attiva nel rapporto con al sua stessa salute. Se anche non fosse utile, cos’hai da perdere?

Ti fa strano l’idea di camminare a piedi nudi? Ti sembra una stupidaggine o una genialata?

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Andrea Butkovič

Sono Andrea, il webmaster di Espira, autore di Ansiopanicyn e ideatore del metodo olistico Resoluzione. La mia missione è di aiutarti ad affrontare ansia e panico nel migliore dei modi, senza spendere un capitale e senza aspettare una vita. Laureato in psicologia e con oltre 10 anni di esperienza, sono il tuo consulente olistico di fiducia.

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